Il giovane fotografo estone Alexander Gronsky ha esplorato il territorio intorno a Mosca: quella zona di confine tra città e campagna dove non si coglie più la differenza tra urbano e rurale, uno spazio ambiguo, astratto che ricrea un mondo dimenticato con vista sulle gru che inesorabilmente avanzano.
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Le immagini rispecchiano l’ambivalenza di chi vive in questa no man’s land, un ambiente bucolico parte di un contesto più vasto che accoglie migliaia di persone che interagiscono con questo mondo senza esserne particolarmente legati. Emerge non un gruppo, ma tanti singoli che formano una comunità senza troppa voglia di interagire. La neve plasma il paesaggio e uniforma cose e persone non più distinguibili come unità .
Si evidenzia nelle fotografie di Alexander Gronsky il contenitore piuttosto che il contenuto, il perimetro piuttosto che l’area, in modo da creare un disegno astratto di figure che popolano un ambiente bianco e immacolato che copre ogni disordine. La placida compostezza della natura resta indifferente al rumore degli uomini, le voci, i segni, il passaggio dell’uomo viene attenuato dalla vastità delle superfici.
Uno spazio senza limiti che rivela in maniera orizzontale il percorso verso il silenzio della natura, una coltre di neve che copre le indistinte parole che si aggrovigliano nella comunicazione interpersonale e che nulla hanno da spartire con la profondità nascosta della terra. Un deserto bianco che rivela la vulnerabilità umana e il limite di un mondo troppo uguale per essere compreso fino in fondo.
Il lavoro di Alexander Gronsky però non si limita solo a documentare o osservare questa dicotomia tra uomo e ambiente, ma vuole scandagliare i confini e leggere tra le impronte che queste persone lasciano sulla neve solo per scoprire la meta del loro viaggio.
Galleria di Immagini di Alexander Gronsky
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Architetta e critica fotografica. Da sempre mi affascina il modo in cui gli spazi influenzano le persone e come la fotografia riesca a catturare queste emozioni. Su 2photo condivido riflessioni e analisi per aiutare i lettori a scoprire nuovi modi di guardare la fotografia contemporanea.