Il mito di New York si รจ alimentato anche dalle rappresentazioni che ne hanno dato gli artisti che in qualche modo hanno avuto a che fare con questa cittร diventata la capitale del mondo.
Da sempre la Grande Mela ha affascinato artisti, scrittori, pittori e fotografi che ne hanno celebrato la sua grandezza cercando di carpire lโessenza e la magia del luogo. Simbolo della modernitร รจ diventata la meta sognata di tutte le generazioni di fotografi che si sono confrontati con questo spazio metafora del cambiamento e del dinamismo che accompagna la storia dellโuomo.
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City of Ambition cosรฌ la vedeva Alfred Stieglitz agli inizi del 900 con il suo skyline e il fumo delle fabbriche, motore pulsante di una societร in tumulto, una cittร che respira e si muove velocemente: mutevole e viva. Grattacieli in costruzione con i saldatori sullโEmpire State Buliding appesi nel vuoto di Lewis W. Hine che userร la fotografia coem denuncia sociale indagando i lati oscuri di una cittร che cambia e che lascia negli angoli piรน bui una grande fetta di popolazione che fa fatica a restare aggrappata a questโansia di progresso. E mentre i grattacieli negli anni โ20 e โ30 crescono e si moltiplicano, i fotografi dellโepoca influenzati anche dalle teorie di Rodchenko e Lisickij scoprono prospettive diverse come Five Corners del 1935 di Ralph Steiner.
La fotografia รจ ormai considerata al pari di pittura e scultura come comprese Alfred Barr allโinaugurazione del Moma dicendo che la collezione del museo deve espandersi oltre i confini della pittura e della scultura..โ e comรจ intui lo stesso Roosevelt affidando a fotografi come Walker Evans e Dorotea lange di documentare i territori devastati dalla crisi del 1929 nella grande campagna fotografica che fu lโFsa.
Gli anni โ40 sono anni di grossi cambiamenti, anni nei quali le commistioni tra lโEuropa e New York si fanno piรน profonde, la fotografia di strada si diffonde grazie a Henri Cartier Bresson, Berenice Abbot o Helen Levitt che danno vita alla rappresentazione del carattere di una cittร che mostra segni e voglia di ripresa dopo la parentesi della seconda guerra mondiale, una New York ottimista piena di fiducia che si vuole lasciare alle spalle le atrocitร della guerra anche attraverso la nascita di riviste illustrate come Life e Look o i primi reportage di moda firmati Richard Avedon su Harperโs Bazaar.
Sono il preludio ai meravigliosi sixties, allโavvento del rock and roll e ai concerti collettivi, grandi eventi che danno la possibilitร ai fotografi di dare un taglio piรน documentaristico che lasci intravedere il vibrare di una cittร che sta cambiando insieme alla generazione del โ68.
Un nuovo modo di fare fotografia si apre dopo le sperimentazioni della factory di Warhol, รจ il momento dellโelogio del banale teorizzato da William Eggleston, una fotografia che ferma il banale quotidiano della cittร in fotogrammi anonimi.
New York cambia di continuo ed รจ questo mutare che la rende sempre diversa e in fondo sempre uguale a se stessa, unica rispetto a tutte le altre cittร del mondo come si evince anche dagli scatti dei fotografi di ultima generazione come Cindy Sherman o Thomas Struth ultimi in ordine di tempo rimasti folgorati dal respiro leggero della Big Apple.
MoMa, The Museum of Modern Art, New York
AnonimoโโโIl Ponte di Brooklyn. 1914 ca. 19,4 x 24,3 cm. The Museum of Modern Art, New York. The New York Times Collection
Henri Cartier-BressonโโโVicino alla Hall of Records, New York. 1947, Stampata nel 1968, 38,9 x 57,9 cm, Donazione del fotografo. ยฉ 2009 Estate of Henri Cartier-Bresson/Magnum, courtesy Fondation HCB
Cindy ShermanโโโFotogramma senza titolo #21. 1978 19,1 x 24,1 cm. Horace W. Goldsmith Fund tramite Robert B. Menschel
Alfred StieglitzโโโCittร dellโambizione. 1910. Fotoincisione, 34 x 26,1 cm. Acquisto, ยฉ 2009 The Museum of Modern Art/Artists Rights Society (ARS), New York
Weegee (Arthur Fellig)โโโConey Island. 1939 ca. 26,2 x 34,8 cm. The Museum of Modern Art, New York, donazione anonima
Vivian CherryโโโHarlem, New York City. 1952, 31 x 26 cm. The Museum of Modern Art, New York. The Family of Man Fund ยฉ 2009 Vivian Cherry
Architetta e critica fotografica. Da sempre mi affascina il modo in cui gli spazi influenzano le persone e come la fotografia riesca a catturare queste emozioni. Su 2photo condivido riflessioni e analisi per aiutare i lettori a scoprire nuovi modi di guardare la fotografia contemporanea.