Bill Owens, uno dei più noti fotografi americani contemporanei, ha appena presentato Riots: una serie di immagini inedite scattate all’’inizio della protesta studentesca del 68 a San Francisco.
Negli scatti di Bill Owens si nota tutto il fervore idealistico che ha impregnato la cultura di quegli anni espressi attraverso la voce di una generazione che si poneva contro l’establishment culturale e sociale e soprattutto contro la guerra del Vietnam e le discriminazioni razziali che dilaniavano la società americana. Le fotografie sono una denuncia forte e allo stesso tempo una documentazione precisa dei movimenti collettivi di protesta e una critica feroce verso l’abuso di potere che si consumava in quegli anni.
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Bill Owens ha sempre guardato alla fotografia come un mezzo per raccontare i cambiamenti e gli stravolgimenti del proprio Paese, una cronaca sociale precisa che assume un valore di ricerca antropologica nel comprendere i grandi fenomeni che hanno attraversato l’America dagli anni 60 in poi.
Le grandi ondate migratorie che dalle campagne hanno portato ad un rapido accrescimento della popolazione cittadina è stato il light motif della poetica di Owens che ha cercato di documentare l’inurbamento delle grandi metropoli attraverso la loro crescita tentacolare e i relativi problemi di coabitazione tra varie etnie.
Il suo lavoro più famoso è Suburbia del 1972 e racconta dell’illusione prima e della delusione poi del grande sogno americano di tutte quelle persone che abitano la periferia delle grandi città. Queste fotografie hanno squarciato il velo di ipocrisia che si viveva negli anni 70 dove la classe media era alla ricerca di una vita tranquilla ai margini della downtown.
Le immagini descrivono un mondo anonimo di giardini e barbecue, di donne con bigodini che corrono dietro ai bambini tra case identiche e un’urbanizzazione ancora lontana da venire, ma un mondo non ancora deturpato dall’alienazione e dalla perdita di identità.
La periferie raccontata è quella di una middle class che vive il suo sogno di una casa con giardino e nei week end si trova coi vicini per il barbecue o la festa di compleanno dei propri figli.
Owens si vede che ha negli occhi le fotografie di Walker Evans e di Robert Frank, delle immagini di Wegee e dei Freaks della Arbus, e molte dei suoi scatti si avvicinano alla scuola dei “Nuovi Topografi” nata proprio all’inizio degli anni ‘70.
La sua naturale evoluzione è stata documentata in New Suburbia del 2007, dove le fotografie a colori si insinuano tra reticoli stradali e labirinti di cemento che raccontano di uno scenario che non lascia trasparire più nulla della leggerezza e degli scatti effettuati nei primi anni settanta.
In queste fotografie non c’è alcuna nostalgia per l’estetico grigiore della periferia che diventa nazione a sè, declino del sogno americano fatto di grandi parcheggi e supermercati che isolano questo mondo e lo rendono unico.
Galleria di immagini di Bill Owens
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Architetta e critica fotografica. Da sempre mi affascina il modo in cui gli spazi influenzano le persone e come la fotografia riesca a catturare queste emozioni. Su 2photo condivido riflessioni e analisi per aiutare i lettori a scoprire nuovi modi di guardare la fotografia contemporanea.