La fotografa giapponese Rinko Kawauchi crea attraverso le sue immagini uno spazio immaginario nel quale tutto è possibile. La fotografia diventa un luogo fantastico fatto della stessa materia dei sogni dove le sensazioni, gli oggetti e i dettagli vengono recuperati negli angoli nascosti della memoria.
Illuminance è la sintesi di un lavoro durato oltre 15 anni che mescola fotografie commissionate a progetti personali che illuminano nel vero senso della parola lo spettatore di una luce viva e delicata come possono essere solo gli haiku giapponesi.
A vederle distrattamente questi scatti sembrano fotografie semplici che si muovono su un registro consolidato e dotate di una tecnica sopraffina. Ma a guardarle con calma scavano nelle prondità della mente e delle emozioni di chi chi le guarda, scuotendo lo strato che negli anni si è accumulato sopra i nostri occhi, appanando la vista del mondo che attraverso queste immagini riusciamo di nuovo a vedere con gli occhi fanciulleschi della sorpresa.
Il tratto distintivo del suo lavoro risiede nella giustapposizione di immagini e nella sequenza ritmica delle foto che creano un senso altro e si insinuano in quello spazio che separa la realtà dalla fantasia e la fotografia da un’opera d’arte.
Dopo lo spaventoso terremoto che ha colpito il Giappone quest’anno, Rinko Kawauchi, quando ancora il paese era in balie delle scosse di assestamento, è uscita con la sua Rolleiflex cercando di documentare ciò che era successo ripassando per le strade che percorreva ogni giorno in modo da evocare in uno dei momenti più bui della sua storia e del suo Paese l’idea di speranza e la voglia di continuare a riscoprire la bellezza del mondo.
Architetta e critica fotografica. Da sempre mi affascina il modo in cui gli spazi influenzano le persone e come la fotografia riesca a catturare queste emozioni. Su 2photo condivido riflessioni e analisi per aiutare i lettori a scoprire nuovi modi di guardare la fotografia contemporanea.