Paesaggio Tradito

Di stretta attualità è il piano casa che il governo si prepara ad attuare. Niente di antico sotto il sole, l’edilizia è una specie di pozzo di San Patrizio a cui attingere prima di raschiare il fondo del barile. A farne le spese al solito è il paesaggio impoverito da una progressiva manipolazione del territorio deturpato senza alcun rispetto delle sue peculiarità storiche e ambientali.

Da ciò ne deriva che la qualità del paesaggio si è notevolemnte abbassata. L’aggressione continua nei confronti di città e campagne non è più appannaggio dei soliti palazzinari o costruttori abusivi, ma viene legalizzato dalla mentalità della classe politica che poi è diretta emanazione di quella del popolo.

L’indifferenza verso vincoli e leggi che possano tutelare un bene collettivo viene di fatto legittimata dall’idea che la salvaguardia del bene individuale, in questo caso dall’ampiezza volumetrica delle case, sia prioritaria rispetto ad uno sviluppo sostenibile del territorio inteso come bene comune e patrimonio da salvare.

La disgregazione sistematica dello spirito del luogo è data da interventi edilizi diffusi ed ora anche leggittimati. Non sono più gli ecomostri il simbolo più visibile di questa progressiva distruzione ma i piccoli interventi individuali che stravolgono i piani edilizi e che, se possibile, abbruttiscono ancora di più l’estetica delle città.

Lo stesso avviene per gli insediamenti agricoli, testimoni di una cultura rurale che è stata per secoli un aspetto fondamentale della cultura italiana, ed oggi stravolti da interventi invasivi delle villette a schiera che progressivamente avanzano tra l’incuria e il menefreghismo di chi pretende un pezzo di terra non troppo grande, ma quanto basta per intrattenere gli ospiti nei barbecue di mezza estate

Abusivismo edilizio

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